L'EVENTO
La scultura sociale scende in strada: a Macerata la rappresentazione dal vivo “Il coro itinerante”
Macerata. Un palcoscenico a cielo aperto: Venerdì 16 ottobre alle ore 18:30 si è realizzata una rappresentazione dal vivo itinerante intitolata “Il Coro Itinerante (2026)”. L’azione urbana evita di esporre oggetti materiali per affidarsi interamente al suono acustico e al movimento coordinato dei coristi. Il coro coinvolto è stato il Coro polifonico “Madonna di San Giovanni” di Ripatransone, guidato dal Direttore Federico Carboni, che ha alternato sonorità polifoniche ancestrali a canti spirituali tradizionali di libertà.
L’obiettivo dell'artista Michele Jan Welke di rompere i confini tradizionali dell'arte contemporanea, muovendosi dagli spazi di Via Garibaldi a Palazzo Lazzarini e Corso Matteotti, ha avuto un grande successo. L'operazione sposa la linea critica della sezione Presente Disallineato, volta a registrare le micro-fratture del quotidiano. Barbara Caterbetti spiega infatti che nel nostro tempo «la disparità e il dominio non sono affatto tramontati: si sono fatti molecolari, pervasivi. Muoviamo i passi nell'era dei disallineamenti, quel territorio ambiguo in cui la parità formale sbanda rovinosamente contro la realtà del quotidiano». L'action di Welke si fa così «cassa di risonanza volutamente corale, una comunità d’intento capace di registrare le micro-fratture dell'orizzonte odierno».
L'evento è stato uno dei momenti centrali di “OLTRE LA REGOLA. Il pensiero artistico oltre i confini”, la rassegna curata da Barbara Caterbetti e Antonello Tolve per la Festa delle Scienze Umane di Macerata 2026. Come sottolinea la curatrice, il progetto nasce per scardinare le convenzioni: «Oltre la regola vuole significare andare oltre la norma stabilita, oltre una sintassi del dominio che per secoli ha trasformato la differenza in gerarchia».
La scelta del coro non è casuale, ma intimamente legata alle radici dell'artista: la madre di Welke, Franca Basso, è la presidente della storica istituzione picena. Si genera così un potente cortocircuito in cui il figlio avanguardista dialoga con la madre custode della tradizione.
La rappresentazione dal vivo racchiude inoltre un profondo tributo ideale ad Antonio Giannetti, storico presidente della corale scomparso nel 2014, e una lezione di umiltà firmata dal Professor Nazzareno Fanesi. Lo storico direttore (alla guida dal 1985 al 2022) ha scelto infatti di lasciare la bacchetta al giovane Carboni per tornare a cantare tra le fila dei coristi. Un gesto poetico che incarna perfettamente l'obiettivo della rassegna di operare un radicale cambiamento culturale, passando «dall’imperio della forza alla civiltà della relazione». Al termine del percorso, l'artista ha tenuto un dialogo aperto con il pubblico.

Barbara Caterbetti e Michele Jan Welke
Oltre la superficie dell'immagine: la ricerca visiva e relazionale di Michele Jan Welke
Michele Jan Welke è un artista visivo e musicista la cui ricerca si sviluppa stabilmente tra l'Italia e la Spagna. Il suo percorso formativo unisce l'esperienza plastica e la sensibilità teorica dell'Accademia di Belle Arti di Roma allo studio del violoncello al Conservatorio, sviluppando un'indagine che attraversa scultura, installazione e performance per interrogare programmaticamente le relazioni tra corpo, spazio, tempo e identità.
Nella visione critica della curatrice Barbara Caterbetti, Welke coltiva «una concezione dell'arte che non si esaurisce nella produzione di immagini, ma si misura con la complessità dell'esperienza umana». Al centro del suo lavoro non si trovano risposte consolidate, ma domande aperte: «È un artista che sembra interessato più alle domande che alle risposte. Nelle sue opere si avverte una tensione costante tra immobilità e movimento, fragilità e resistenza». Il suo sguardo analizza accuratamente i legami collettivi, stimolando «una riflessione sulla nostra capacità di abitare il mondo senza considerarlo qualcosa da possedere o dominare».
Un momento emblematico e seminale del suo percorso è l'esperienza al MAAM (Museo dell'Altro e dell'Altrove di Roma) nel 2014, dove ha realizzato l'opera Golden Elevator. In una fabbrica dismessa occupata da famiglie di diverse nazionalità, Welke ha saputo trasformare un ascensore inutilizzato in una presenza dorata e sacrale. Come evidenzia accuratamente Caterbetti, «in quel gesto si può riconoscere la capacità di interrogare il valore che attribuiamo alle cose e, attraverso di esse, alle persone».
Mentre la sua opera Out Of The Blu abita gli spazi espositivi fisici all'interno della mostra, con la performance itinerante The Walking Choir l'artista porta al limite estremo la sua idea originale di "umanità territoriale". Welke si distacca consapevolmente dai performer anonimi della scultura sociale di matrice nordeuropea (come Joseph Beuys) per utilizzare la polifonia collettiva come una vera e propria tecnologia sociale, capace di azzerare le asimmetrie quotidiane. Un'azione estetica che si inserisce perfettamente in quella che la curatrice definisce «una vera e propria stanza di compensazione: un perimetro al contempo utopico e tangibile in cui la prassi artistica abbandona l'arroganza dell'autore singolo per farsi processo corale, ascolto e fusione organica».



OVER≠RULE: Il programma degli incontri e dei dibattiti critici
Il progetto espositivo e performativo OVER≠RULE si configura formalmente come «un dispositivo di pensiero, non è solo una mostra ma vuole suggerire una risposta». Allestito in «quattro luoghi come un unico organismo vivo» (tra gli spazi dell'Università di Macerata e la casa editrice Giometti & Antonello), il festival si articola organicamente in «tre sezioni: una trilogia analitica che attraversa la denuncia storica, registra la nevrosi del presente e prefigura l'utopia possibile». Per approfondire capillarmente queste complesse tematiche, è stato predisposto un ricco ciclo di appuntamenti aperti al pubblico:
9 Ottobre — OVER≠TALK: L'artista Matteo Costanzo incontra approfonditamente gli studenti dell'Ateneo.
16 Ottobre (Ore 18:30) — THE WALKING CHOIR: Performance itinerante di Michele Jan Welke con la partecipazione del Coro polifonico "Madonna di San Giovanni" di Ripatransone (Percorso: Via Garibaldi → Palazzo Lazzarini → Corso Matteotti).
23 Ottobre — DONNEMENTE LIVE: Talk partecipativo sull'energia femminile nell'arte. Conduce la giornalista Alessandra Pierini; intervengono attivamente i docenti e artisti Maurizio Cesarini, Licia Galizia e la Prof.ssa Natascia Mattucci.
29 Ottobre — PRESENTAZIONE EDITORIALE: Lo scrittore Adrian Bravi presenta al pubblico i suoi volumi di successo Adelaida e La nuotatrice notturna. Modera Elena Poletti (studentessa di Lettere, poetessa e giornalista della rivista Segno).
30 Ottobre — STORIA DEL FEMMINISMO AD ALTISSIMA QUOTA DI MERAVIGLIA: Presso la suggestiva Sala Cesanelli dello Sferisterio, un incontro multidisciplinare in cui «si intrecceranno la narrazione di Lucia Tancredi, la pittura di Paola Tassetti e il canto di Serena Abrami».
Tutti gli incontri della rassegna saranno interamente documentati e supportati attivamente dai ragazzi dell'associazione culturale Zagreus. Come concluso criticamente dalla stessa curatrice, l'attivazione attiva delle nuove generazioni è vitale: «quando una generazione più giovane entra in un progetto non soltanto come pubblico, ma come parte attiva, quel progetto comincia davvero a produrre futuro».
Articolo di Giuditta Castelli © 2026. Tutti i diritti riservati.
Con contributi critici e virgolettati estratti dalla presentazione della curatrice Barbara Caterbetti.
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